• Lavorazione delle pietre a Cursi

    Oggettistica tipica

    La pietra leccese affonda le sue radici nell’antichità salentina. Le terre pugliesi hanno così fatto conoscere al mondo una pietra che conserva oggi il fascino di epoche remote. Le pietre intarsiate, i manufatti e l’oggettistica d’arredo sono dei complementi imperdibili. Gli studiosi ottocenteschi ne identificarono la prima datazione al Miocene, periodo tra Secondario e Terziario, circa 20 milioni di anni fa. Questa era nota infatti fin dall’antichità, impiegata in costruzioni megalitiche come dolmen e menhir che si ritrovano in tutto il territorio d’Otranto.

    L’apoteosi si ottiene però durante la splendida stagione del Barocco leccese, avviata sotto gli auspici del vescovo Pappacoda, che scalpellini, architetti e maestri scultori hanno potuto concretizzare le più diverse immagini fin nei particolari di merletti intagliati, grazie alla plasticità di questa straordinaria pietra.

  • Lavorazione delle pietre a Cursi

    Oggettistica tipica

    La pietra leccese affonda le sue radici nell’antichità salentina. Le terre pugliesi hanno così fatto conoscere al mondo una pietra che conserva oggi il fascino di epoche remote. Le pietre intarsiate, i manufatti e l’oggettistica d’arredo sono dei complementi imperdibili. Gli studiosi ottocenteschi ne identificarono la prima datazione al Miocene, periodo tra Secondario e Terziario, circa 20 milioni di anni fa. Questa era nota infatti fin dall’antichità, impiegata in costruzioni megalitiche come dolmen e menhir che si ritrovano in tutto il territorio d’Otranto.

    L’apoteosi si ottiene però durante la splendida stagione del Barocco leccese, avviata sotto gli auspici del vescovo Pappacoda, che scalpellini, architetti e maestri scultori hanno potuto concretizzare le più diverse immagini fin nei particolari di merletti intagliati, grazie alla plasticità di questa straordinaria pietra.